Nice 2017
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Mostre 23 giugno~15 ottobre

Musée Masséna

Nice à l’école de l’histoire

Dal 23 giugno al 15 ottobre 2017


Commissariato :
Jean-Jacques Aillagon, assistito da Aymeric Jeudy

Scenografia e ideazione grafica :
Kristof Everart e Marcel Bataillard

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Indirizzo
65, rue de France
Tel. : +33(0)4 93 91 19 10


Orari
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
eccetto il martedi


Accesso

  • Tramway : Linea 1 - Masséna
  • Bus : Linee 03, 07, 09, 22, 27, 59, 70
  • Ciclabile blu : Stazione n° 58
  • Auto : Parcheggio Palais Masséna

Tarifs des entrées :

  • Pass Musées de Nice : pass offert à tous les Niçois et habitants des communes de la Métropole Nice Côte d’Azur sur justificatif. *
  • Ticket 24H individuel - 10 € (8 € pour les groupes) : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h.
  • Ticket 7 jours individuel - 20 € : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 7 jours.
  • Ticket groupe 24H - 8 € par personne : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h (groupe à partir de 10 personnes).
  • Ticket gratuit (sur justificatif) : moins de 18 ans, étudiants, demandeurs d’emplois, bénéficiaires du RSA ou ASS ou ASPA, grand handicapés civils et mutilés de guerre ainsi qu’un accompagnateur par personne, conservateurs, journalistes, enseignants carte Pass Education, guide conférencier. *

* Voir les modalités en détails sur nice.fr

Musée Masséna

Le musée Masséna est abrité dans la Villa Masséna, conçue dans un style néoclassique, entre 1898 et 1901, par les architectes Aaron Messiah et Hans-Georg Tersling, pour le compte de Victor d’Essling (1836-1910), petit-fils du maréchal niçois André Masséna (1758-1817). Ses jardins ont été dessinés par le paysagiste Édouard André.
Dernière grande villa d’apparat construite sur la Promenade des Anglais, et l’une des seules toujours visible de nos jours, elle est cédée à la Ville de Nice, en 1918, sous condition d’y aménager un musée et d’ouvrir le jardin au public. Le musée Masséna est ainsi inauguré en 1921. Après plusieurs années de restauration, le musée réouvre ses portes au public le 1er mars 2008 sur la base d’un projet scientifique et culturel réaffirmant la vocation d’histoire locale du musée. Le dernier étage de la Villa abrite, quant à lui, la bibliothèque du chevalier Victor de Cessole. Sa collection de peintures et de sculptures s’est enrichie au fil des années et comporte aujourd’hui 13 000 pièces de mobiliers, peintures, sculptures et objets d’art qui constituent un témoignage riche et varié de l’histoire de Nice. Ce musée a accueilli, depuis sa réouverture, huit expositions temporaires dont Palmettes, Palmes et Palmiers dans le cadre de la programmation « Nice 2013. Un été pour Matisse » et La Promenade ou l’invention d’une ville dans le cadre de la programmation « Nice 2015. Promenade(S) des Anglais ».

Come contrappunto alla mostra del MAMAC « À propos de Nice : 1947-1977 » che narra un momento della storia dell’arte nel quale Nizza “ha fatto scuola”, la mostra del museo Masséna esplora, nel tempo, alcune delle sequenze nelle quali Nizza è stata in maniera significativa il punto d’incontro della storia mondiale.

Ritratto di una città e del suo territorio

La storia di Nizza affonda le sue radici nella preistoria. 400.000 anni fa l’Uomo, su una spiaggia del sito di Terra Amata, addomesticava il fuoco. Alcuni centinaia di millenni più tardi, un’altra invenzione sovvertì il destino di Nizza, l’”Invenzione del Mediterraneo” da parte dei greci che fondano sulla riva nizzarda una colonia che doveva durare nel tempo, quella di Nikaïa.

La potente Roma edificherà su questo territorio una città, Cemenelum (Cimiez), che segna il destino urbano dell’agglomerato nizzardo, attualmente la quinta città della Francia. Intorno a Cemenelum si forma un territorio che va dal mare alla montagna, la provincia delle Alpes Maritimae di cui l’attuale dipartimento porta ancora il nome. Le civiltà celtico-liguri autoctone si fondono poco a poco in questa nuova cornice Il mescolarsi di popoli che si produce allora segna un tratto caratteristico peculiare e duraturo della città, quello dell’incontro delle culture al quale il cosmopolitismo del XIX secolo imprimerà una nuova spinta spettacolare. Il cristianesimo si inserirà in questa cornice territoriale e imprimerà per molti secoli un orizzonte spirituale a questa città rendendola così partecipe di una delle grandi avventure culturali europee.
Dalle “invasioni barbariche”, quando Visigoti e Ostrogoti si spartivano il suo territorio, fino all’annessione della contea di Nizza alla Francia nel 1860, Nizza continua a essere l’ago della bilancia tra i sistemi politici dominanti dell’est e dell’ovest, tra il Regno e l’Impero, tra la Provenza e la Savoia che diventano il regno di Piemonte e Sardegna poi tra la Francia e l’Italia. Nizza acquisisce così il carattere di città di passaggio, di città di frontiera, ma anche di città di incontri e di confluenze. Dagli anni 1760 al 1960 la città si sviluppa in modo spettacolare grazie “all’invenzione del turismo”, potente fenomeno di civilizzazione. Appare così una città nuova della quale Nizza propone oggi l’iscrizione sulla Lista del patrimonio mondiale.

Questi incontri con la storia hanno forgiato il carattere della città. I momenti drammatici che ha vissuto nel XX e nel XXI secolo non hanno spento la sua “gioia di vivere” per riprendere il titolo di un’opera celebre di Henri Matisse che ha realizzato buona parte della sua opera a Nizza.

Un museo immaginario nel quale si incontrano capolavori di tutte le epoche

La mostra propone un’esplorazione di alcuni millenni della storia di Nizza e ne sottolinea le articolazioni con la storia generale, costituisce l’abbozzo di un ritratto della città nel quale si incontreranno dei capolavori di tutte le epoche.

Nel corso dei capitoli della mostra, su tutto il 2° piano del museo Masséna. più di 200 pezzi, dai capolavori più illustri ai frammenti archeologici più commoventi, costelleranno una galleria del tempo che offre un percorso appassionante e ragionato nella storia di Nizza e del suo territorio.

Questa cronologia, minuziosamente scenografata, condurrà il visitatore a scoprire opere diverse. È così che nel primo capitolo consacrato “all’invenzione del fuoco”, un ciottolo preistorico bifacciale, simbolo della storia dell’umanità emergente, molte centinaia di anni fa, costeggerà le opere di artisti del XX secolo come il celebre Feu d’artifice à Nice di Raoul Dufy, la rivista Les Miroirs Profonds, Pierre à feu illustrata da Henri Matisse o Les Silences de la fumée di Noël Dolla.
Nel secondo capitolo, il materiale archeologico che illustra la presenza greca a Nizza costeggerà il Méditerranée di Aristide Maillol, un Grand olivier di Louis Cane o La cueillette des oranges à Cimiez di Berthe Morisot.
L’incontro tra Roma e le popolazioni celtico-liguri, del retroterra mediterraneo, sarà riccamente illustrato nel terzo capitolo dedicato “all’invenzione della città”. Presenterà una meraviglia dell’arte celtico-ligure, l'Hermès bicéphale sarà esposta di fronte alla Masque Tragique di Paul Tissier, monumentale rappresentazione dell’antichità nelle feste mondane di Nizza degli inizi del XX secolo. Si concluderà con una fotografia di Nizza “rannicchiata tra il Mediterraneo e i contrafforti delle Alpi Marittime”, scattata da Thomas Pesquet, astronauta francese dell’Agenzia spaziale europea dalla stazione spaziale internazionale. Al pari della scala di Jacob che sale verso il cielo, questa avventura nel tempo proseguirà con opere che ricordano l’irrompere, nell’orizzonte culturale europeo, della fede cristiana, della speranza della benedizione e dell’attesa del cielo. Per quasi due millenni, questo orizzonte plasmerà il paesaggio delle città e delle campagne, quello di Nizza, così ricco di cappelle, chiese, cupole e campane discende da questa grande avventura collettiva. Ne sono testimonianza un capitello dell’antica cattedrale della collina del Castello, le predelle di un retablo di Ludovico Brea o il plastico della chiesa moderna Jeanne d’Arc.
Ripercorrendo il corso della storia e quello di un territorio sollecitato tra est e ovest, gioielli visigoti e ostrogoti si troveranno, nel quinto capitolo, a fianco dell’opera di Sebastiano Ricci (1659-1734), rappresentazione del “Congresso di Nizza” e del celebre incontro mancato, nel 1538, tra Francesco I e Carlo V, di una statua equestre di Luigi XIV che fece bombardare la città e di altri pezzi eccezionali come l’originale del Traité relatif à la réunion de la Savoie et de l’arrondissement de Nice à la France prestito del Ministero degli affari esteri.
infine, il sesto capitolo, dedicato “all’invenzione del turismo”, mostrerà sia una tela che rappresenta Les premières régates à Nice di Achille Clément che una serie di bastoni del XIX secolo o un costume da bagno degli anni ‘30 che suggeriscono la trasformazione di Nizza in una città cosmopolita dedicata alla villeggiatura aristocratica e climatica poi a ciò che verrà comunemente chiamato turismo e del quale la Promenade des Anglais, dipinta da Angelo Garino e fotografata da Martin Parr, sarebbe divenuta il simbolo per eccellenza.

Questa mostra si basa sulle risorse provenienti dalle collezioni di musei e istituzioni municipali che hanno contribuito, ciascuna con la propria specificità, a questo ritratto storico e artistico. A questo patrimonio locale si aggiungono i prestiti eccezionali di una cinquantina di musei, di istituzioni di collezionisti privati francesi e europei.

Immagini della mostra :
Costume da bagno « Étoiles du Sud », ca 1930, © Francia, Parigi, Les Arts décoratifs / Jean Tholance, tutti i diritti riservati
Fauno danzante, Époque augustéenne, © Francia, Città di Nizza, Museo archeologico, Sito di Cimiez
Creazione grafica : © Marcel Bataillard, tutti i diritti riservati