Nice 2017
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Mostre 23 giugno~15 ottobre

MAMAC

À propos de Nice : 1947-1977

Dal 23 giugno al 22 ottobre 2017


Commissariato :
Hélène Guenin con il concorso di Rébecca François

Commissariato associato :
Florence Ostende e Géraldine Gourbe nell’ambito della borsa di ricerca curatoriale del CNAP

Scénographie :
PEAKS

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Indirizzo
Promenade des Arts - Place Yves Klein
Tel. : +33(0)4 97 13 42 01


Orari
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
eccetto il lunedì


Accesso

  • Tramway : Linea 1 - Garibaldi
  • Bus : Linea 3, 7, 9/10
  • Ciclabile blu : Stazione n° 25
  • Auto : Parcheggio promenade des Arts

Tarifs des entrées :

  • Pass Musées de Nice : pass offert à tous les Niçois et habitants des communes de la Métropole Nice Côte d’Azur sur justificatif. *
  • Ticket 24H individuel - 10 € (8 € pour les groupes) : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h.
  • Ticket 7 jours individuel - 20 € : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 7 jours.
  • Ticket groupe 24H - 8 € par personne : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h (groupe à partir de 10 personnes).
  • Ticket gratuit (sur justificatif) : moins de 18 ans, étudiants, demandeurs d’emplois, bénéficiaires du RSA ou ASS ou ASPA, grand handicapés civils et mutilés de guerre ainsi qu’un accompagnateur par personne, conservateurs, journalistes, enseignants carte Pass Education, guide conférencier. *

* Voir les modalités en détails sur nice.fr

Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain

Situé en coeur de ville, le MAMAC offre une plongée dans l’aventure de l’art des années 1950 à nos jours. La collection, riche de plus de 1 300 oeuvres de 300 artistes trouve son articulation essentielle dans le rapport entre le Nouveau Réalisme européen et l’expression américaine de l’art d’assemblage et du Pop Art. Elle déploie également des oeuvres-clés de l’art minimal ou de l’arte povera. Deux figures majeures de l’art du XXe siècle constituent le coeur des collections : Yves Klein, notamment grâce aux dépôts des Archives Yves Klein, et Niki de Saint Phalle grâce à sa donation en 2001. Le MAMAC propose également un programme d’expositions temporaires qui actualisent les grands enjeux et gestes de la collection tandis que la galerie contemporaine et la Galerie des Ponchettes incarnent la vocation prospective du musée. Depuis février 2017, le MAMAC bénéficie d’une nouvelle entrée ouverte sur la place Yves Klein, articulant fluidité de l’accueil et geste artistique avec une commande monumentale réalisée par Tania Mouraud.

Nell’ambito dell’evento « Nice 2017. École(S) de Nice » organizzato dalla città di Nizza sotto il commissariato generale di Jean-Jacques Aillagon e delle celebrazioni del 40° anniversario del Centre Pompidou.


A Nizza, un giorno dell’estate 1947, tre giovani si promettono di condividere il mondo: Yves Klein, maestro dell’IKB in divenire, si appropria dell’infinito blu del cielo; il poeta Claude Pascal si impossessa dell’aria e tornano a Arman, futuro maestro dell’appropriazione di oggetti, la terra e le sue ricchezze. Da questo patto mitico e disinvolto, nasce una costellazione di folgorazioni, di gesti e di incontri che dilagherà sulla Costa Azzurra fino a sconvolgere la storia dell’arte. A Parigi nel 1977, il Centre Pompidou celebra questa avventura con la mostra “À propos de Nice” che ripercorre l’emulazione artistica dal 1956 al 1976 orchestrata dal grande agitatore e uno degli istigatori di questa epopea: Ben.

Nel 2017, il MAMAC torna su questo fenomeno di cristallizzazione generato da personalità carismatiche che hanno tracciato una “diagonale da folli” tra Nizza e le grandi capitali artistiche internazionali. Così, in questa rivoluzione di gesti inventati, in questa insurrezione del pensiero e della forma orchestrata dagli artisti, questa insolenza degli atteggiamenti, il fascino per le mitologie, si delinea il percorso proposto. Al di là delle narrazioni, attraverso date, movimenti o personalità, la mostra si sviluppa su 2.400 m² intorno a una costellazione di pratiche che connettono questi protagonisti mediante altrettanti approcci trasversali. La mostra mette anche in luce i luoghi emblematici o gli eventi principali che hanno caratterizzato questa avventura artistica. Sarà esaminata anche l’articolazione tra questi gesti, queste possibili peculiarità nizzarde e il contesto geografico, balneare e culturale nizzardo, che prolunga l‘intuizione di Jean-Jacques Lévêque nel 1967 : « La nostra realtà ha le sue bellezze peculiari: le macchine per il gioco d’azzardo, i jukebox, le autostrade (con queste lunghe e sinuose sculture rappresentate dagli svincoli), i colori gioiosi dei materiali plastici, i neon, le nichelature scintillanti delle auto, che dire? L’École de Nice tende a definire le meraviglie moderne. »

Atto I - Un percorso trasversale nell’avventura nizzarda

« Un sogno di libertà (…) è all’origine del l’École de Nice »
Marcel Alocco, « Signer au dos le ciel » in Identités, n°11-12, estate-autunno 1965

40 anni fa apre il Centre Pompidou con, tra le manifestazione inaugurali, una mostra collettiva orchestrata da Ben2, dedicata alla scena artistica nizzarda dal 1956 al 1976. Questa mostra si inserisce in numerosi progetti organizzati a Vence, Nizza e sulla Costa Azzurra con la denominazione dibattuta di École de Nice. Invitato dal direttore, Pontus Hulten, che lo considera come grande testimone, fulcro e protagonista di questa avventura, Ben presenta il lavoro di una trentina di artisti che hanno contribuito allo sconvolgimento della storia dell’arte contemporanea. Si Nizza si impone come motore dell’attività artistica internazionale all’inizio del XX secolo, è solo nel dopoguerra che la città non è più unicamente una cornice scelta per completare la propria opera ma diventa un luogo che genera individualità artistiche. Questa mostra dal titolo “À propos de Nice” permette, al di là del riconoscimento istituzionale di questo fenomeno, di affermare la ricchezza della scena artistica della costa azzurra, dopo l’egemonia della Scuola di Parigi. Pontus Hulten, confida nel 1977 che “l’arte contemporanea non sarebbe stata la stessa senza le attività e gli incontri che ebbero luogo nella regione nizzarda. Questa selezione del 1977 crea un dibattito, mettendo in evidenza le controversie, divergenze teoriche, ideologiche e personali che agitano gli artisti e i critici d’arte dalla prima apparizione di questa definizione nel 1960 dalla pena di Claude Rivière in Combat. Così si interrogava Jean-Jacques Lévêque nel 1967 “va posta la domanda classica: Cos’è una Scuola? Quella di Parigi non è mai stata un’unità estetica, tutt’al più un’etichetta timida, facile per riunire personalità molto diversificate. L’École de Nice non mostrerebbe maggiore unità? Tra Arman e Ben, tra Malaval e P.A. Gette, che legame si può stabilire? Tuttalpiù un rifiuto molto netto dell’arte tradizionale (il che per alcuni è bene e per altri nefasto) e soprattutto la tentazione encomiabile di definire una certa poetica di questo tempo. (...) » (« École de Nice », Opus International, n°1, aprile 1967).

Comunque lo si chiami e qualunque sia l’elenco dei suoi protagonisti, esiste a Nizza e sulla Costa Azzurra un fenomeno di cristallizzazione e di emulazione negli anni dal 1950 al 1970. Una serie di folgorazioni, di gesti, di atteggiamenti, una costellazione di personalità carismatiche che aspireranno a percorrere questa “diagonale da folli” tracciata da Arman e altri ancora tra Nizza e le grandi capitali artistiche internazionali, senza fondersi nel crogiolo parigino. Una mitologia originale introduce questa storia: quella della narrazione di una spartizione del mondo tra tre giovani uomini sulla spiaggia di Nizza nel 1947, Yves Klein, Arman, Claude Pascal, un gesto inaugurale e una ricerca di assoluto che aprono la strada a una scena attiva al centro di, e come reazione alla quiete della città balneare. Al di là delle narrazioni che definiscono tradizionalmente l’École de Nice come una successione di movimenti nati o presentati in questo contesto: Nuovi realisti, Fluxus, Supports/Surfaces e Groupe 70, ecc., la mostra organizzata dal MAMAC, “À propos de Nice 1947” torna al centro dello spirito che ha dominato questa avventura, considerando i gesti primordiali e l’emergere di personalità in un contesto di emulazione cosmopolita più che il profilo di una Scuola.

È quindi in questa rivoluzione di gesti, in questa insurrezione del pensiero e della forma, in questa insolenza degli atteggiamenti, in questo appetito per l’irriverenza, in questo fascino per le mitologie e le narrazioni, ma anche in questa sete di esistere al di là dello sguardo di Parigi, in questa ardente aspirazione a rivendicare un’attenzione locale pur attirando quella internazionale che si ancora il percorso proposto al MAMAC.

Il percorso in questa avventura si costruisce attraverso una costellazione di parole chiave, emblematiche delle pratiche messe in atto dai protagonisti della scena nizzarda di questi decenni che offre altrettanti approcci trasversali al di là delle correnti. Sarà esaminata anche l’articolazione tra questi gesti, queste possibili peculiarità nizzarde e il contesto geografico, balneare e culturale nizzardo, che prolunga l‘intuizione di Jean-Jacques Lévêque nel 1967: « La nostra realtà ha le sue bellezze peculiari: le macchine per il gioco d’azzardo, i jukebox, le autostrade (con queste lunghe e sinuose sculture rappresentate dagli svincoli), i colori gioiosi dei materiali plastici, i neon, le nichelature scintillanti delle auto, che dire? L’École de Nice tende a definire le meraviglie moderne. »


LA FRENCH RIVIERA E IL MITO DEL BALNEARE

Sebbene noi, vale a dire gli artisti di Nizza, siamo sempre in vacanza, non siamo dei turisti. Questo è il punto fondamentale. I turisti vengono da noi per le vacanze, noi viviamo in questa terra di vacanze, il che ci fa avere questo spirito di follia.

Yves Klein, 1947

IL MERAVIGLIOSO MODERNO?

Il reale lavora per me […] Serve da catalizzatore per un’osmosi dello spettatore con il meraviglioso mondo della nostra vita attuale. […] Solo il nuovo è asettico; l’igienico, l’inossidabile…

Martial Raysse, 1961

UNA RICERCA DI ASSOLUTO / L’INVENZIONE DEI GESTI

1947: Tre giovani uomini su un triangolo nel quale le loro inquietudini e le loro ricerche erano collegate: Yves [Klein], Claude [Pascal] e io. Claude esauriva il tempo a sentir urlare le stelle, quasi a fianco, io mi immergevo fino alla patria selenite; Yves rifiutava la notte per firmare l’azzurro e odiare i fori fatti dagli uccelli; era l’età in cui tutti gli adolescenti vogliono possedere l’universo, noi lo abbiamo condiviso, corone in testa e responsabilità assunte.

Arman

Atto II - Un percorso topografico

L’ultimo piano delle collezioni del museo metterà l’accento su luoghi o eventi fondamentali che oggi appaiono come altrettanti paletti o momenti di cristallizzazione o invenzione di questa avventura.

Il Teatro dell’arte totale
Il negozio di dischi d’occasione di Ben, 32, rue Tondutti-de-l’Escarène a Nizza, è stato un luogo di identificazione e d’incontro fondamentale per gli artisti tra il 1958 e il 1972. Intono a La Cambra de Ben, installazione monumentale e evolutiva che richiama questo luogo iniziale, sarà narrata la storia dell’Arte totale e della performance a Nizza. Nel 1963, su invito di Ben Vautier, l’arrivo a Nizza di George Maciunas, iniziatore del movimento Fluxus, favorirà un’arte di atteggiamenti unica in Francia. Attraverso la creazione di gesti semplici o poetici, lo stile Fluxus si infiltra nell’aria della Costa Azzurra. Sotto l’impulso di Ben, viene ad affermarsi una peculiarità: l’arte oramai si fa nelle strade e nei caffè oltre che al teatro dell’Artistique. Queste azioni, talvolta fotografate o filmate, suscitano la curiosità e lo stupore di spettatori e passanti, chiamati in causa. L’appropriazione dello spazio pubblico assume anche un carattere di provocazione che resta radicato nella memoria e si iscrive nella storia dell’arte Totale che tenda di collegare l’arte alla vita, l’arte alla non arte.

Le mostre di Supports/Surfaces nella regione di Nizza
Considerato l’ultima avventura dell’avanguardia in Francia, Supports/Surfaces ha un’esistenza folgorante (1970-72). Se il movimento riunisce artisti parigini e del sud della Francia, Nizza e la sua regione sono il terreno di importanti sperimentazioni, il più delle volte all’esterno (a Coaraze nell’estate 1969 sotto l’impulso di Jacques Lepage e sulla costa mediterranea nell’estate del ‘70). Esporre le opere all’aria aperta e soprattutto in provincia è un modo di manifestare un’esistenza che esula dai circuiti convenzionali (il salotto borghese, la galleria commerciale o il museo “sacralizzante”) e dai circuiti parigini all’epoca imprescindibili. Queste installazioni sono espressione del carattere nomade, sperimentale e libero delle opere di Supports/Surfaces. Il movimento riunisce artisti impegnati nell’avventura e presenti all’epoca sul territorio della Costa Azzurra. Queste installazioni sono anche espressione dell’emergere di una traiettoria e testimoniano le divergenze e i dibattiti che animano questa scena, come lo rivela la bellissima mostra al Teatro di Nizza del 1971.

La Cédille qui Sourit :
una porta aperta su un luogo mitico

L’americano George Brecht, precursore dell’arte concettuale, e il francese Robert Filliou, poeta e artista del genio dell’ordinario, decidono di installarsi a Villefranche-sur-Mer, vicino Nizza, per aprire un non negozio libreria posto sotto il segno dell’humour: La Cédille qui Sourit. Da ottobre 1965 a marzo 1968, questo “Centro internazionale di creazione permanente”, per usare la formula di Filliou, è depositario delle edizioni dell’avanguardia artistica americana e europea e in particolare di MAT- MOT, Fluxus e Something Else Press. Qui viene esposto ogni genere di articolo senza ordine gerarchico: ciondoli, oggetti-poemi, multipli e opere originali realizzate dai due creatori o da altri artisti quali Arman, Alison Knowles, Serge III, Bernar Venet, Daniel Spoerri o Ben… Le attività di La Cédille qui Sourit spesso si svolgono nel locale al 12 di rue de May “sempre chiuso, apre solo su richiesta dei visitatori", ma il più delle volte nelle strade e nei bar della città vecchia. Annunciatrice delle nuove forme critiche di presenza nel mondo che attraversano parte dei movimenti culturali occidentali nel maggio 1968, La Cédille qui Sourit è stata un tentativo di riavvicinarsi all’arte e alla vita quotidiana in un piccolo villaggio della Costa Azzurra, la cui storia si intreccia con la creazione artistica contemporanea internazionale.

Atto III - La storia nella storia

Cronologia degli eventi e articoli sull’argomento, cartografia dei luoghi chiave, costellazione di incontri e relazioni interpersonali (locali e internazionali) offrono un’immersione appassionante e vertiginosa in questa storia e un contrappunto storico allo svolgimento tematico composto nel museo.

Un progetto pedagogico realizzato con il Pavillon Bosio, Art & Scénographie, École Supérieure d’Arts Plastiques di Monaco et de Université Paris-Sorbonne - Paris 4 - (Master Pro « L’art contemporain et son exposition ») propone un’immersione storica e critica nella storia movimentata e controversa dell’École de Nice. A partire dagli archivi dei critici d’arte, Jacques Lepage e Pierre Restany, gli studenti hanno immaginato un percorso depositato presso l’IMEC e gli archivi della critica d’arte, Università Rennes2, che mette ordine nell’archivio pletorico legato a questo argomento a partire dalla punteggiatura critica e significativa utilizzata nell’ambito delle esposizioni dedicate all’École de Nice dalla galleria Alexandre de la Salle e i cui cataloghi avevano la prefazione a cura di Pierre Restany: “École de Nice?” (1967), “École de Nice!” (1977), “École de Nice...” (1987).
www.pavillonbosio.com

Un secondo progetto pedagogico è realizzato insieme a Villa Arson - École nationale supérieure d’art. Gli studenti, al termine di un lavoro di ricerca, proporranno un lavoro di appropriazione o reinvenzione di gesti, azioni o performance che si sono svolte sul territorio della Costa Azzurra tra il 1947 e il 1977. Un invito a riattivare e porsi delle domande su una serie di folgorazioni che hanno avuto luogo sul territorio.

Questa collaborazione si inscrive in un lavoro di ricerca condotto dal 2007 al 2012 da Villa Arson sulla storia della performance sulla Costa Azzurra dal 1951 ai giorni nostri. Questa indagine e raccolta di informazioni è sfociata nella creazione di una risorsa online che riunisce i dati più esaurienti possibile sull’argomento.
performance-art.fr - www.villa-arson.org


Opere presentate :
Martial RAYSSE
Soudain l’été dernier, 1963

126 x 227 x 58 cm
Opera tridimensionale, Assemblaggio. Pittura acrilica su tela, fotografia, cappello di paglia, asciugamano di spugna. Acquisto statale 1968, attribuzione 1976
Centre Pompidou, Parigi Museo nazionale di arte moderna/centro di creazione industriale
Inv. : AM 1976-1010 © Centre Pompidou, MNAMCCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP /
© ADAGP, Parigi, 2017

* Il titolo della mostra è un riferimento al film eponimo di Jean Vigo e di Boris Kaufman, notevole “punto di vista documentato” sulla modernizzazione della città della Costa Azzurra al limitare degli anni ‘30.

Partenaires MAMAC