Nice 2017
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Mostre 23 giugno~15 ottobre

Le 109

The Surface of the East Coast.
From Nice to New York

Dal 23 giugno al 15 ottobre 2017


Commissariato :
Marie Maertens

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Indirizzo
89, route de Turin
Tel. : +33(0)4 97 12 71 11


Orari
Dal martedì al sabato dalle 13.00 alle 18.00
eccetto giorni festivi


Accesso

  • Tramway : Linea 1 - Vauban
  • Bus : Linee 04, 06, 16, 90, N1 - Pont V.Auriol ; Lignes 06, 88, N1 - Abattoirs
  • Ciclabile blu : Stazione n° 154, 155
  • Auto : Parcheggio gratuito (numero di posti limitati)

Tarifs des entrées :

  • Pass Musées de Nice : pass offert à tous les Niçois et habitants des communes de la Métropole Nice Côte d’Azur sur justificatif. *
  • Ticket 24H individuel - 10 € (8 € pour les groupes) : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h.
  • Ticket 7 jours individuel - 20 € : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 7 jours.
  • Ticket groupe 24H - 8 € par personne : accès à tous les musées et galeries municipaux pendant 24h (groupe à partir de 10 personnes).
  • Ticket gratuit (sur justificatif) : moins de 18 ans, étudiants, demandeurs d’emplois, bénéficiaires du RSA ou ASS ou ASPA, grand handicapés civils et mutilés de guerre ainsi qu’un accompagnateur par personne, conservateurs, journalistes, enseignants carte Pass Education, guide conférencier. *

* Voir les modalités en détails sur nice.fr

Le 109

La Ville de Nice a initié, depuis 2008, un projet de reconversion des 18 000 m2 de ses anciens abattoirs en un pôle artistique contribuant au rayonnement culturel de la cité.
Répondant à un réel besoin de se doter d’un outil de recherche et de création, cette mutation a commencé par l’installation dans une partie du site d’un collectif d’artistes - La Station, association défendant l’art contemporain par la production et l’exposition. Dans le même temps, la ville a mis en place une mission de réflexion intitulée Chantier Sang Neuf afin d’élargir ce processus de changement à tout le site et toutes les expressions artistiques par la création de la Grande Halle (un espace de 2 000 m2), du Frigo 16, de la Table Ronde ; tous ces espaces pouvant recevoir diverses programmations autour des musiques actuelles, d’expositions, de conférences/débats… Cette forme expérimentale du projet s’est traduite jusqu’en 2015 par diverses actions de productions, de résidences et de manifestations temporaires. Après des travaux significatifs de transformation de ses locaux, le 109 commence une nouvelle vie permettant l’accueil dans les conditions requises d’autres acteurs majeurs de la vie culturelle niçoise. Le projet entre dans une deuxième phase de consolidation de ses objectifs avec l’installation de 29 ateliers municipaux de plasticiens ; du Forum d’Urbanisme et d’Architecture ; de l’Entre-Pont, une fédération d’une quarantaine d’associations de spectacles vivants ; de la compagnie de danse Antipodes ; de Botox(s), réseau d’art contemporain Alpes et Riviera ; du SACA, syndicat des Architectes de la Côte d’Azur.
Dans sa nouvelle configuration, le 109 se positionne comme une interface essentielle à la création contemporaine dans le paysage culturel local, national et international grâce à un travail de coordination des actions menées par les protagonistes du site mais surtout grâce à une programmation riche, diverse et ambitieuse tournée vers différentes typologies des problématiques culturelles, artistiques et sociétales de notre époque. Avec l’énergie produite par ses multiples occurrences, le 109 tend à conforter son rôle d’un authentique vivier de création.

Nell’ambito di « Nice 2017. École(S) de Nice » organizzato dalla città di Nizza sotto il commissariato generale di Jean-Jacques Aillagon.
Con il sostegno delle gallerie Bernard Ceysson, Art Concept, Jean Fournier, Barbara Gladstone, Meessen De Clercq, Almine Rech, Daniel Templon e di mecenati privati..


Supports/Surfaces : la pittura è un fatto in sé

Il gruppo Supports/Surfaces è un movimento artistico nato alla fine degli anni ‘60. Uno dei punti di partenza è una mostra del 1969 dal titolo La peinture en question, nella quale alcuni artisti tra i quali Claude Viallat, Louis Cane, Daniel Dezeuze, Noël Dolla, Marc Devade, Patrick Saytour o Bernard Pagès, quasi tutti originari del sud della Francia, dichiarano : « L’oggetto della pittura è la pittura stessa e i quadri esposti si rapportano solo a loro stessi. Non si richiamano a un altrove ».

Nel 1970, presentano ufficialmente il gruppo Supports/Surfaces all’ARC – Museo di arte moderna della città di Parigi. Questi artisti dichiarano l’assenza di liricità e di profondità espressiva delle creazioni della loro epoca. Desiderosi di tornare all’essenzialità dell’opera, si concentrano sulla tela e il telaio, senza apporvi la minima rappresentazione. Contro l’idea del quadro così detto “borghese” fatto per essere appeso al muro, e in linea con questo periodo successivo al maggio 68, le opere sposano lo spazio stesso, dal pavimento al soffitto. Il gruppo si interroga sull’idea di destrutturazione e ricostruzione che accompagna i dibattiti sulla società. Sebbene questi plastici abbiano intrapreso troppo presto un percorso individuale, le loro ricerche e la valorizzazione dell’esperienza avrebbero definitivamente segnato un’epoca e una riflessione sulla definizione stessa della pittura.

New York, nel XXI secolo: Il ritorno ai fondamentali

A New York, a partire dal 2010, dei plastici che nascono in un contesto artistico, geografico, politico ed economico radicalmente diverso, iniziano a loro volta a destrutturare l’idea della tela per ricostruirla. Nella fase iniziale della loro ricerca non conoscono necessariamente gli artisti del gruppo Supports/Surfaces, che fino ad allora non avevano esposto molto negli Stati Uniti, ma fanno riferimento, se vogliamo cercare delle origini storiche, a Frank Stella, Ad Reinhardt, l’arte minimalista o la Bauhaus. Eppure è affascinante osservare che le opere presentano forti similitudini formali. Così, anche in questo caso, le riflessioni sul telaio decomposto o ricomposto, o più in generale sul supporto, accompagnano quelle dell’opera nello spazio. Il materiale stesso, spesso “senza qualità” o quello riutilizzato dell’atelier, tornano al centro del lavoro, talvolta accompagnato dal concetto di artigianato, Le tele possono essere orizzontali o realizzate con un telaio. Il supporto è cosiddetto degerarchizzato e messo sullo stesso piano dell’insieme delle ricerche, fino a integrare l’opera nell’architettura e nel suo ambiente. Oggi, mentre le mostre del gruppo Supports/Surfaces hanno avuto luogo in particolare a New York o in altre località degli Stati Uniti, inizia a tessersi un legame e è apparso un nuovo scambio tra alcuni plastici.

La mostra The Surface of the East Coast. From Nice to New York si propone di far dialogare queste generazioni e geografie diverse, mostrando come possono rispondersi, nutrirsi e affrontare, oggi, nuove problematiche formali e nuovi percorsi di riflessione.

Perché la città di Nizza?

Il movimento Supports/Surfaces ha origine nel sud della Francia dove vivono ancora alcuni dei suoi vecchi membri. Ad esempio Noël Dolla, a Nizza, Claude Viallat, a Nîmes, o Daniel Dezeuze, a Sète. Di origine nizzarda, Patrick Saytour risiede a Aubais, Bernard Pagès nelle Alpi Marittime, mentre Louis Cane, lavora ancora in uno degli atelier di Beaulieu-sur-Mer. Anche gli elementi fondanti di questo movimento dalla storia ufficialmente breve hanno origine nella città di Nizza. Infatti, quella che può essere considerata una delle prime mostre di Supports/Surfaces, ancora prima che il gruppo fosse chiaramente definito, è quella organizzata nel dicembre 1967 da “Ben doute de rien”, negozio di proprietà dell’artista a rue Tonduti. Con il titolo Hall des remises en questions, Noël Dolla mostra i primi stenditoi, Patrick Saytour dei cartoni ondulati, Louis Cane dei timbri e Claude Viallat gli esordi delle sue stampe su tela libera. Inoltre, è su iniziativa di Jean Clair che il 14 giugno 1971, con un atto redatto nel Teatro nazionale di Nizza, si prende atto della fine del gruppo, con la firma degli artisti Noël Dolla, Tony Grand, Patrick Saytour, André Valensi e Claude Viallat.

Opere presentate :
Gedi Sibony
Queens Daughters (Ladies in Waiting 1 and 2), 2009
Porte di camion, 257.2 x 136.5 cm,


Gli artisti presentati :

  • Justin ADIAN,
  • André-Pierre ARNAL,
  • Mark BARROW,
  • Anna BETBEZE,
  • Joe BRADLEY,
  • Sarah BRAMAN,
  • Pierre BURAGLIO,
  • Louis CANE,
  • Marc DEVADE,
  • Daniel DEZEUZE,
  • Noël DOLLA,
  • Tony GRAND,
  • Simon HANTAÏ,
  • Adam HENRY,
  • Jacob KASSAY,
  • Lucas KNIPSCHER,
  • Erik LINDMAN,
  • Landon METZ,
  • Sam MOYER,
  • Bernard PAGÈS,
  • Jean-Pierre PINCEMIN,
  • Jean-Michel SANNEJOUAN,
  • Patrick SAYTOUR,
  • Gedi SIBONY,
  • Blair THURMAN,
  • André VALENSI,
  • Claude VIALLAT.