Nice 2017
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Mostre 23 giugno~15 ottobre

Editoriale

Christian ESTROSI
Sindaco di Nizza,
Presidente della Métropole Nice Côte d’Azur

Non ci si rende sempre conto di quanto Nizza sia stata e sia tuttora un laboratorio fecondo per la creazione artistica del nostro tempo. Numerosi sono gli artisti del XX secolo che vi hanno soggiornato più o meno a lungo e sono stati profondamente influenzati dalla potenza dei paesaggi e dalla vivacità della luce che questa città offre a chi la percorre.

Nel 1947, dopo l’esilio a Amsterdam al quale lo aveva costretto il nazismo, Max Beckmann soggiorna a Nizza e qui realizza uno dei suoi capolavori, Promenade des Anglais in Nizza, oggi appeso alle cimase del Museo Folkwang a Essen.

Nello stesso momento, è un artista che alcuni giudicano, a torto, più “decorativo”, Raoul Dufy, che non smette di dipingere e ridipingere scene della vita nizzarda nelle quali si ostina a rappresentare Jetée-Promenade distrutta dall’occupazione del 1944.

Ma è Henri Matisse, personaggio illustre del XX francese, dal suo primo soggiorno a Nizza nel 1905, poi di residenza in residenza fino alla sua morte nel 1954 a fare di Nizza la sua città e realizzare qui una parte essenziale della sua opera, in particolare la grande impresa delle “carte ritagliate” grazie alla quale ha rivoluzionato l’arte del XX secolo.

Si sarebbe potuto immaginare che le mutazioni demografiche e sociologiche del dopoguerra interrompessero questa familiarità della città con la creazione. Non è stato affatto così. È in quel momento in effetti che nasceva ciò che gli storici dell’arte chiameranno “l’École de Nice”, Scuola che come l’infinito di Pascal è “un cerchio il cui centro è ovunque, la circonferenza da nessuna parte”.

Jean-Jacques AILLAGON
Commissario generale della mostra

È la terza volta che il Sindaco di Nizza decide di affidarmi il commissariato generale di una programmazione estiva che riunisce, sotto lo stesso tema, un numero più o meno importante di musei della città. Nel 2013, questa programmazione si basava sul cinquantenario del museo Matisse, nel 2015, faceva parte della candidatura di Nizza all’iscrizione sulla Lista del patrimonio mondiale. Si sono così succedute Un été pour Matisse e Promenade(S) des Anglais.

Quando viene chiesto a Olivier-Henri Sambucchi e a me qual è l’orientamento della programmazione di quest’anno, siamo d’accordo sul fatto che non sarebbe possibile non affrontare la questione del 70° anniversario della creazione presunta di quella che la storia dell’arte designerà in seguito “l’École de Nice”. Questa “Scuola” senza dubbio esiste, al punto che il Centre Pompidou nascendo gli consacrò, nel 1977 una mostra che riprendeva il titolo di un’opera cinematografica celebre e pionieristica di JeanVigo, À propos de Nice (1930).

Ci è quindi sembrato evidente che la “mostra ammiraglio” della programmazione del 2017 dovesse essere quella che presenterà il MAMAC, sotto l’egida della sua nuova direttrice, Hélène Guenin. La mostra del MAMAC rappresenterà una tappa nella riflessione sull’”École de Nice”. La mostra del museo Masséna illustrerà alcuni momenti fondamentali della storia o del destino di Nizza nel dialogo con la storia mondiale, nel quale Nizza, in una certa misura, si è messa “alla scuola della storia” contribuendovi con la sua originalità e spesso anche in maniera determinante. Infine, preso atto del desiderio del 109, laboratorio creativo della Città di Nizza, di presentare durante l’estate una mostra dedicata al movimento Supports/Surfaces, abbiamo deciso di inserire questa manifestazione nella programmazione. Essa rappresenta un secondo contributo alla riflessione sull’influenza degli artisti nizzardi o che hanno lavorato a Nizza, al movimento creativo internazionale. Il visitatore, tornando verso la riva del mare, si fermerà poi alla Galerie des Ponchettes per visitare la mostra “Noël Dolla, Restructurations spatiales” che farà luce sul lavoro pionieristico di questo grande artista nizzardo di Supports/Surfaces.